domenica 1 gennaio 2017

deserti di occhi


DI ARDITI GIORNI 


gravido, è corsa gravosa parlare

quindi lemmi per squilli vi stilo
quando serpi spingono spilli
pendono pensieri privi di filo

su specchi deserti di occhi

e di voce, l’ombre vitree
di arditi giorni aleggiano

in oasi di piacere canino

dal vago cavo le varco e
verso scabbia pioggia e
arido d’amore declino

nostalgie di gerbido solco

penzolando zoppe rime
a infante seme sorrido

errando da nero migrante

nei vostri lacerati peluche
fugaci sostegni rammendo
dagli strappi rapidi passano

vuoti sciacalli riciclati

come vacche rumano fantasie nane e voi
di arditi giorni dimentiche
insieme sputate nere le ultime perle vere.


G. Nigretti da Derive eretiche 2009


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