mercoledì 15 febbraio 2012

LACERE ICONE


LACERE ICONE

D’albe t’avrei straripato
carne di cocente deriva
in pelago sguardo vaga
d’attesa luna una vela
la notte naufraga bianca

verso larga voragine
pietosa carcassa viaggia
nel tempo solcato s’affossa
a dedali di lacere icone
opachi cristalli s’arrotano
infranti a indolenti maree

deserte parole indugiano
memorie ne l’angolo più buio
fluiscono di freddi relitti
dove l’ultimo sole s’affoga
d'infinito velerai respiri

G. N.

2 commenti:

  1. Bellissimi versi...complimenti...toccano davvero l'anima!
    Da oggi continuerò a seguirti visto che mi sono aggiunta ai tuoi follower.
    Se ti va, passa da me e iscriviti al mio blog http://evelin-capici.blogspot.com/
    Ciao

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  2. Ti ringrazio molto per le tue graditissime parole e per l'amicizia che ho pronta-mente ricambiato anche nel blogroll... così potrò seguirti e seguire il tuo interessante spazio-mente
    a presto
    Giuseppe

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