lunedì 6 giugno 2016

echi



Lettura a più voci da Echi Poema in Progress in occasione de Il Respiro della Terra - M'editare, Venezia
ECHI POEMA IN PROGRESS

poesie lette da ECHI - POEMA IN PROGRESS

Sono specchi ed echi, sono labirinti
di parole, forme concluse ed ombre,
scritture a margine e infiniti
intrecci, di segno in segno,
attraversamenti, o di sogno in segno;
mostrano il passaggio degli sconosciuti,
i transiti delle muse, poemi provvisori,
inconclusi, unici o replicanti,
percorsi dell'acqua e del fuoco
A. C.
E, no, non ancora domani forse
con l’ombra che sale sul muro
intrecci di convolvolo
o more protette da spine
ma piccole, oblique
che non fanno poi male
basta solo un po’ di attenzione
e la gonna di Jane, fiore d’ibisco
aperto
L. C.
Strane ombre oltre il solco
stanno allineate
sagome scomposte
sul limitare della sera
sono vigne che, Maritate,
            ora a dolci pioppi
            ora a nodosi aceri,
si avvinghiano a fusti e rami
            come morbose Amanti
F. Z.
Il vascello del Ricordo è già affondato
                                      e la Memoria
                  vola lontana come un’Eco
                        nel rimbalzo del cuore
                        che ripete la Storia….Ecco
                  già l’Eterno Ritorno
                                (ecco l’eco del giorno)
              in quest’età di ricchissima penuria.
               E lo Specchio non è più spezzato
G. F.
Nel paese delle farfalle
c'è Caterina, la farfallina blu.
Vola felice nei prati in fiore,
succhia il nettare un po' qua,
un po' là, serena, dall'Alba al Tramonto,
poi, alla fine della sua primavera,
in un battito d'ali si dissolve,
lasciando in una leggiadra Eco,
il ricordo della sua bellezza
AM. B.
Non ti voglio genere né specie né ordine né philum né altro
voglio solo sentirti ripetere che sei e l’altro tu
che mi ritorna indietro libero
dalla polvere, anche se lo sei e ritornerai
nella polvere, ma ora che vivi non importa:
la tua famiglia è sempre la stessa ed è la terra
che ti chiama al mattino fino a sera.
          Rispondi ti prego non credere che basti
          percorrere le tue vie e dirti specie
G. S.
E sulla pelle straniere di luce
sono false lune in falso rosa
spuntano - fra fondi riflessi
di vita - lo sguardo muto
come paglia infiamma stinta
memoria - nello specchio porta
d’inganni voce e di nome un peso
di anni pesanti a pelle di spalle
addossa ardenti panni
G. N.
Di ombre com'era verde il fiume
ieri – di aria, di foglie, di ninfe
un respirare intorno copriva
la memoria, le acque sfogliate
su parole fluivano lontano
in alto, la sera era quasi sera...
Oggi sulla terra nera – di lèmuri
rumori e di superbia colma –
torna la trebbia a sfregiar la sera
G. N.
Tutto è stato dimenticato
l’argento dell’ulivo trema
davanti alle ruspe
gli asili si son fatti lupanari
i pubblici uffici covi di briganti
le case mattatoi
inaridite le sorgenti scorre sangue
a cui quelli si abbeverano
eppure noi ricordiamo
A. B.
Ogni cosa il tempo muta in pietra,
un pesce, un albero, una candida fanciulla
che oggi ti sorride e vola via
mentre hai solo la tua ombra a compagnia,
che non diventa pietra, né nuvola,
né niente, resta lo specchio
che esiste finché esisti e così sia.
Non mutarti in pietra, vecchio, sta'
"Formica solitaria d'un formicaio distrutto"!
A. C.
Nel lato della roccia ricorda
che sei già stato,
un inizio d'acqua
e poi nell'aria il primo volo,
dopo che entrasti dal mare alla terra,
troppo stretta per i tuoi occhi,
e da qui all'aria e poi ancora,
fino a chiamarti nessuno
perché nessuno ti trovasse
G. S.

A.C. Alessandro Cabianca
L.G. Lucia Guidorizzi
L.C. Luisa Contarello
F.Z.Francesco Zanovello
G.F. Giuseppe Ferraboschi
AM.B. Anna Maria Bottin
G.S. Giovanni Sato
G.N. Giuseppe Nigretti
A.B. Antonella Barina


Giuseppe Nigretti - Presentazione di Echi Poema in Progres

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